IL METODO CHARMAT DI BIANCAVIGNA

 

 

  • I VITIGNI
  • LA VENDEMMIA
  • LA PRESSATURA
  • LA DECANTAZIONE
  • LA FERMENTAZIONE ALCOLICA
  • LA SPUMANTIZZAZIONE
  • LA FILTRAZIONE
  • L'IMBOTTIGLIAMENTO
  • L'AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA E L'ETICHETTATURA

I VITIGNI

 

I vitigni autoctoni della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. sono: Glera, Glera Lunga, Verdiso, Perera e Bianchetta.

Mentre i vitigni internazionali che possono concorrere, per il 15%, alla produzione dei vini D.O.C.G. sono: Pinot Bianco, Pinot Nero, Pinot Grigio e Chardonnay.

Di questi vitigni autoctoni e internazionali BiancaVigna coltiva Glera, Glera Lunga, Perera, Verdiso e Pinot Bianco.

GLERA

 

È il vitigno di riferimento adatto alla produzione di vini spumanti e di vini tranquilli, costituisce infatti almeno l’85% dell’uvaggio, e si tratta di un vitigno autoctono a bacca bianca.

Il grappolo è di forma piramidale, alato, mediamente spargolo e l’acino è medio e rotondeggiante, di colore giallo-dorato.I tralci hanno il caratteristico color nocciola.

Della presenza di questo vitigno nel territorio delle Denominazioni D.O.C.G. e D.O.C. ne parla già nel 1772 l’Accademico Francesco Maria Malvolti, parlando della qualità della viticoltura locale.

GLERA LUNGA

 

Vitigno Autoctono presente nel territorio già nell’Ottocento, presenta un grappolo più allungato, un acino ovale e una buccia più carnosa rispetto alla Glera.

PERERA

 

Anche se coltivato in piccola percentuale questo vitigno autoctono è volto a formare alcune Cuvée dando aromi e profumi molto intensi.

È presente soprattutto nelle frazioni di Santo Stefano e San Pietro di Barbozza, ma lo si può trovare anche in altre zone.

Il nome di questo vitigno deriva proprio dalle sue caratteristiche organolettiche perché i sentori principali rimandano proprio alla pera.

Si tratta di un vitigno molto delicato ed è stato colpito dal fenomeno della filossera, tanto da essere quasi scomparso.

VERDISO

 

Si tratta di un vitigno autoctono della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., che possiamo far risalire al Settecento. È adatto alla spumantizzazione in quanto caratterizzato da un’ottima acidità che dona al vino equilibrio e struttura.

PINOT BIANCO

 

Vitigno internazionale di origine francese, che ha trovato nei suoli della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., il terroir ideale per poter esprimere al meglio le sue caratteristiche: profumi intensi e buona acidità, che si ritrovano poi nei vini.

LA VENDEMMIA

 

La vendemmia nella Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. avviene quasi esclusivamente manualmente e questa pratica è obbligatoria per il Rive e per il Superiore di Cartizze. Per la Denominazione Prosecco D.O.C. è prevista anche la vendemmia meccanica.

BiancaVigna ha scelto di raccogliere manualmente le proprie uve sia nella zona D.O.C.G. che nella D.O.C. .La raccolta manuale è una pratica molto più precisa che permette la selezione, fin da subito, delle uve per ottenere vini più fini ed eleganti.

La raccolta avviene durante il mese di settembre e, per BiancaVigna, ha una durata di circa 3 settimane. Viene eseguita da due Team di vendemmiatori esperti.

BiancaVigna vendemmia in proprio circa 450.000 kg di uve ogni anno.

 

 

LA PRESSATURA

 

Il processo di vinificazione si apre con la pressatura, che può avvenire esclusivamente nei Comuni e Frazioni della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

È una fase molto delicata che prevede che le uve vengano pressate in modo soffice per mantenere intatte tutte le caratteristiche proprie delle uve.

Con la pressatura si ottiene il mosto vino, che percorrendo vari processi, verrà trasformato in vino, spumantizzato e imbottigliato.

LA DECANTAZIONE

 

La Decantazione è la seconda fase del Metodo Charmat e prevede che il mosto ancora torbido venga messo a decantare a freddo in vasche di acciaio inox, a temperatura controllata, attorno ai 5° - 10 °C. Questo processo ha una durata tra i 10 e 12 giorni, trascorsi i quali viene avviata la fermentazione, che nel Metodo Charmat viene definita “Prima Fermentazione”.

LA FERMENTAZIONE ALCOLICA

 

La prima fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox dove il mosto vino viene trasformato in vino base. Per dar avvio a questo processo, è necessario utilizzare dei lieviti selezionati che, assieme alle componenti presenti nel mosto vino, avvieranno il processo fermentativo, ossia la trasformazione degli zuccheri presenti in alcol.

Il controllo della temperatura è molto importante in questo processo e deve essere mantenuto tra i 16 e 20 °C. BiancaVigna ha investito molto nella tecnologia con l’acquisto di un’attrezzatura all’avanguardia che permette un controllo “ad hoc” di ogni singola vasca di acciaio, permettendo così che si ottenga un’ottima base pronta ad essere spumantizzata. La durata di questo processo si aggira attorno ai 15 - 20 giorni e si ottiene così il vino base (di cui si parlava in precedenza) che ha un grado alcolico di circa 10°.

La peculiarità di BiancaVigna è quella di avviare il processo di Prima Fermentazione alcolica separatamente per il mosto vino ottenuto dalle uve di ogni vigna, così da mantenere tutte le caratteristiche uniche del singolo terroir.

LA SPUMANTIZZAZIONE

 

Si tratta di un processo molto importante per BiancaVigna perché, anche se il disciplinare prevede un periodo di almeno 30 giorni di durata, la maggior parte dei nostri vini trascorre più di 90 giorni in autoclave e quasi 120 giorni per il Rive di Soligo e il Rive di Ogliano.

BiancaVigna punta ad ottenere dei vini di elevata eleganza e finezza e ciò è reso possibile grazie a tempi di spumantizzazione lunghi.

La Spumantizzazione ha inizio con la presa di spuma ed ha luogo quando il vino base si è illimpidito. A questo punto avviene l’assemblaggio con i vini che avevano svolto la Prima Fermentazione separatamente. Questo processo avviene in recipienti di acciaio inox pressurizzati che prendono il nome di cuvée close e/o autoclavi.

Il vino passa dalle vasche in acciaio inox alle autoclavi attraverso dei tubi in acciaio e, per avviare la Seconda Fermentazione, vengono introdotti nuovamente i lieviti selezionati e lo zucchero. Quest’ultimo determinerà il residuo zuccherino che ritroveremo nell’etichetta declinato in Extra Brut, Brut, Extra Dry e Dry. I lieviti e gli zuccheri permettono la creazione di CO2 e quindi del perlage, permettendo la preservazione degli aromi caratteristici del vitigno che si traducono in vini fini e eleganti, dal gusto fruttato e dagli aromi freschi, il tutto sostenuto da una buona acidità e freschezza.

LA FILTRAZIONE

 

La filtrazione avviene con l’utilizzo di appositi macchinari di ultima generazione, con lo scopo di chiarificare i vini eliminando tutte le particelle in sospensione che, se presenti, comprometterebbero la limpidezza del vino. Allo stesso tempo permette la stabilizzazione e di evitare eventuali futuri intorbidimenti.

BiancaVigna utilizza un filtro tangenziale a membrane ceramiche, che operando sotto pressione, permette una perfetta filtrazione del vino da eventuali particelle di scarto senza l’utilizzo di nessuna sostanza organica esterna.

L'IMBOTTIGLIAMENTO

 

Con riferimento specifico alla Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. l’imbottigliamento può avvenire esclusivamente nelle cantine autorizzate della Provincia di Treviso e la peculiarità di BiancaVigna è quella di utilizzare, per l’imbottigliamento di tutti i suoi vini, l’azoto, per evitare ossidazioni che potrebbero danneggiare il vino.

L'AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA E L'ETICHETTATURA

 

Dopo l’imbottigliamento i vini BiancaVigna vengono lasciati a riposare in apposite ceste per far sì che si stabilizzino e dopo qualche settimane avviene l’etichettatura, con l’applicazione delle fascette che in caso di D.O.C.G. e D.O.C. ne garantiscono la provenienza e la qualità.

Per approfondire la storia del prosecco, scoprire curiosità e video interessanti visitate il sito del Consorzio.